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Il concetto di identità nazionale e di assimilazione in Francia

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“Non toccate all’identità nazionale”

La ‘francesità’ è un concetto radicato nella società francese. Secondo Toupie.org, l’identità nazionale è definita come “il sentimento che una persona ha di far parte di una nazione. Questo sentimento è specifico per ogni persona. Tuttavia, per la sociologia, si tratta di una interiorizzazione dei riferimenti identitari, derivante dalla visibilità permanente dei “punti comuni” della nazione, che può assumere la forma di simboli. Questa visibilità è in generale organizzata volontariamente dallo Stato, per impregnare gli individui fin dall’infanzia”.

Pertanto, ogni persona nata e cresciuta in Francia dovrebbe sentirsi integrata, ed essere in armonia con questa identità culturale. Tuttavia, questa idea di identità francese è tornata alla ribalta nel novembre 2009, quando Eric Besson ha annunciato l’avvio di un dibattito sull’argomento. Si è trattato di un dibattito della durata di due mesi che è andato rapidamente fuori strada. Commenti ostili, assieme ad una stereotipizzazione della comunità musulmana e araba sono stati comuni.

Un politico di destra, ad esempio, esigeva che il giovane musulmano francese medio non parlasse slang e non indossasse il cappello al contrario. Un sindaco ha affermato in televisione: ”È ora di reagire, stiamo per essere invasi, ce ne sono già dieci milioni. Dieci milioni che noi paghiamo per niente”, riferendosi agli stranieri.
Ora è il 2019. Il dibattito è stato rimesso nel vaso di Pandora, ma scoppierà di nuovo. Non deve sorprendere l’uso di questo dibattito da un punto di vista controverso e per scopi politici.  Esso acquista importanza in funzione delle questioni elettorali. Tuttavia, questo non è un dialogo significativo che porta a profonde riflessioni sulla costruzione dell’identità culturale, ma piuttosto l’interrogativo indegno ”dell’integrazione” delle persone con un background migratorio. Perché il concetto di identità nazionale è così importante? Da dove viene il concetto di ‘l’identità francese?‘.

Torniamo alle radici: Assimilazione, madre dell’identità francese

Il concetto di assimilazione riguardava inizialmente altri aspetti, vale a dire la religione e le scienze naturali. Successivamente, durante il periodo coloniale, questo concetto è stato trasposto nelle relazioni umane. Oltre a ciò, assunse una dimensione politica al termine ufficiale della schiavitù. Gli schiavi liberati vivevano nell’impero coloniale. La questione dell’assimilazione è sorta quando questi schiavi volevano avere gli stessi diritti dei cittadini bianchi francesi. Pap Ndiaye lo spiega nel suo libro “La condition Noire: ”Essai sur une minorité française”: ” In questa prospettiva, l’assimilazione si riferisce alla tendenza delle persone di colore ad adottare segni esterni di distinzione sociale e razziale specifici dei bianchi. Nella società degli schiavi, la gerarchia sociale si articola con la gerarchia razziale ”.

L’assimilazione è per prima considerata come un modo per emancipare gli ex schiavi. Per gli oppositori della colonizzazione (erano pochi), l’assimilazione è vista come un modo per sostenere la parità di diritti per tutti i cittadini, a prescindere dall’etnia, il che era inconcepibile. Avendo così concettualizzato la gerarchia razziale, l’assimilazione ha una connotazione razziale. Essa implica un rapporto tra ”civiltà superiori” e ”civiltà inferiori ” e la missione civilizzatrice dei coloni. La gerarchia razziale e l’assimilazione incoraggiano ulteriormente la ”civiltà dei selvaggi ”. Come si esemplifica questa assimilazione? La lingua ufficiale diventa il francese. I bambini a scuola non hanno il diritto di parlare lingue diverse dal francese. La scuola diventa il modo più efficace per assimilare. Inculcare la storia, i valori e la cultura francese ricordando costantemente alla gente di colore la sua superiorità. Pertanto, il termine ‘assimilazione’ rimane controverso nella sua stessa storia. Tuttavia, rimane molto presente nella sfera politica e sociale francese di oggi.

Assimilazione o forte desiderio di ultra-acculturazione

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Tutto ciò che è considerato contrario alla cultura francese è visto come un segno ostile all’assimilazione e quindi, per estensione, all’integrazione nella società francese, alla sua cultura e alla francesità. Di conseguenza, l’identità francese è apparentemente minacciata da elementi considerati ”esterni” alla cultura francese, come l’hijab (velo islamico). Queste minacce potrebbero, a lungo termine, far scomparire la cosiddetta purezza dell’identità francese, una paura condivisa dai difensori di quella identità nazionale

Infatti, l’hijab è stato a lungo oggetto di contesa. Queste differenze politiche si sono accentuate ancora di più quando, nel 1989, tre studentesse di un college nel nord della Francia hanno rifiutato di rimuovere i loro hijab e sono state espulse. L’hijab (velo islamico) sta diventando un forte punto di divergenza. Infatti, per coloro che si oppongono all’uso dell’hijab, l’hijab schiavizza le donne, fa parte di un’altra cultura e inculca altri valori, che non sono quelli della Repubblica Francese e sono considerati pertanto incompatibili con essa.

Tutte le generazioni “di immigrati-e” sollevano la questione dell’integrazione. Ancora di più l’ultima generazione. Gli-le immigrati-e di terza generazione sono spesso rappresentati-e nei media in modo stereotipato, in particolare coloro i quali non si rispecchiano in questo dibattito sull’identità francese.  Questa terza generazione è dibattuta da altri su questioni che li riguardano direttamente, ma loro non sono mai i principali protagonisti della discussione. I dibattiti sull’identità nazionale ritornano spesso alla ribalta, attraverso vari eventi; sembra, infatti, che vi sia una certa persistenza o ossessione. Questi dibattiti non portano progressi o cambiamenti. Nella sfera politica il dibattito sull’identità francese è usato semplicemente come esca per ottenere voti.

Il mio rapporto con la mia identità culturale

Il mio legame con la mia identità francese rimane complesso perché l’assimilazione è qualcosa a cui sono riluttante. L’arrivo della mia famiglia materna in Francia è stata una storia violenta. Mio nonno era un veterano di guerra della Guinea, un paese dell’Africa Occidentale. Non ha avuto altra scelta che combattere per l’impero coloniale francese ed è stato costretto con la forza. Il suo primo nome non era più Gnama ma Marc e dovete dedicarsi alla liberazione della Francia. 

Si trasferì con la sua famiglia in Francia negli anni Sessanta. Per avere maggiori possibilità d’integrazione, decise che i suoi figli avrebbero avuto nomi francesi. Parlavano solo francese e piano piano la loro cultura originale diventò sempre meno rilevante, se non assente. Mio nonno fu anche maltrattato dall’esercito francese e venne inviato in regime disciplinare. Sono cose che mi hanno segnato, vedendo questa assimilazione culturale come frutto di una storia violenta. Da bambina, mi è stato costantemente ricordato il mio patrimonio senegalese, che ho accettato e di cui sono stata orgogliosa. Eppure ho sempre sentito in qualche modo che essere “troppo” vicino al nostro patrimonio non fosse ben percepito, come se volessimo rifiutare automaticamente la nostra francesità e marginalizzarci dalla società francese. 

La mia identità multiculturale

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La storia della mia famiglia materna e questo costante ricordo del mio patrimonio senegalese hanno, in un certo senso, contribuito al mio rapporto conflittuale con la mia identità francese. Quando avevo 14 anni, sono tornata in Senegal e lì ero solo francese, per loro non c’era alcun dubbio. Il mio modo di essere, il mio modo di esprimermi, il mio modo di camminare, dicevano chiaramente che non ero senegalese. È stato uno shock per me, perché ero così orgogliosa di dire che venivo dal Senegal e di mostrare sempre le cose belle del mio paese.

Troppo francese per essere senegalese, o troppo senegalese per essere francese? Molti vivono questa esperienza, questa sensazione di essere in mezzo, di non avere un posto da nessuna parte. L’identità francese rimane un dibattito senza fine, soprattutto per coloro che vogliono più di ogni altra cosa ottenere un’acculturazione totale. Per me l’identità francese si sta reinventando, ogni persona crea la propria identità culturale. L’assimilazione distrugge solo l’identità e le persone, perché, con essa, è una parte di noi stessi che scompare.



Il concetto di identità nazionale e di assimilazione in Francia